Archivio Categorie: Curiosità

Vignette umoristiche

Malintesi

Scusi, signor Rossi, la sua auto ha la guida a destra?
Certo che la guido a destra, siamo in Italia!
(Articolo di approfondimento)


Sig. Bianchi, per l’attestato mi manca la foto del motore lato sinistro.
– E come faccio…sinistro e destro…mi confondo sempre.-
È quello dalla parte della guida. Lei apre il cofano e fa una foto al motore dalla parte della guida, ok? Ore 20 – telefonata –
Non ci riesco, faccio come ha detto lei, apro il cofano, mi metto in macchina dalla parte della guida ma non posso fotografare il motore perché c’è il cofano nel mezzo..

 

Santler Dogcart, L’auto più antica

La casa d’asta britannica Bonhams è destinata a vendere quello che si crede essere la più antica motorizzazione britannica sopravvissuta fino ad oggi: un Santler Dogcart 1894 con un corpo in legno verniciato, piattaforma in ferro angolare con sospensione anteriore e posteriore completamente ellittica e una trasmissione a cinghie girevole. L’auto, che dispone anche di freni a pedale e a mano, dovrebbe arrivare fino ad un valore di 250.000 euro o 330.000 dollari.

Il Santler fu costruito tra il 1889 e il 1922 a Malvern Link, Worcestershire, in Inghilterra dai fratelli Charles e Walter Santler, che ereditarono la compagnia dal padre, già ingegnere, e inizialmente si concentrarono sulla produzione di biciclette. La versione più antica del Santler era una doppia bicicletta da circa 4 piedi, alimentata da una caldaia a vapore verticale; il progetto è stato abbandonato a causa di una legge britannica del 1865 che richiedeva un minimo di tre membri dell’equipaggio per qualsiasi veicolo meccanico. Una versione successiva è stata eseguita su gas a carbone compresso, che non è riuscito a causa della bassa potenza e della portata limitata.

L’AUTO PIU’ ANTICA ESISTENTE – Il Santler in asta è stato ritrovato negli anni Trenta e sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale (lo stesso non si può dire per gran parte delle pratiche amministrative sulla macchina, purtroppo). È stata restaurata con cura durante gli anni ’50 ed è dotata di un motore a benzina a tre cilindri con cilindro raffreddato ad acqua. La sua data di fabbricazione originale è stata verificata dal Veteran Car Club, anche se il marchio di registrazione è stato originariamente rilasciato ad una macchina Santler del 1901.

Un’altra famosissima casa d’aste inglese, Christie’s, vendette la stessa vettura nel 2001 per 146.750 sterline.

Considerazioni su Spot Mastercard

spot-vaghetti2018 (1)In questi giorni appare spesso in TV uno spot pubblicitario della Mastercard nel quale si assiste a una premurosa manifestazione d’affetto di una figlia nei confronti del padre.

Quest’ultima è partecipe nel meticoloso restauro di una 600 blu che ricorda a lei i tempi della sua infanzia ed al padre quelli della sua giovinezza.

Fin qui ottima idea come spunto per la pubblicità. Non si capisce il motivo per cui nell’esecuzione del filmato si sia incorsi in una serie di errori grossolani, che magari molte persone non noteranno, ma che sono imbarazzanti se qualcuno ricorda ancora qualcosa del passato. Intanto non si capisce come mai, con tante 600 che si possono reperire, sia stato preso in esame un esemplare con paraurti rinforzato e ruote con dischi forati, inesistente sul mercato italiano. (Forse si tratta di una versione argentina  Fiat Concord). Inoltre il volante d’epoca acquistato con la carta Mastercard non è quello di una 600.

Fin qui comunque passi, perché si può pensare che si sia voluto fare riferimento ad un acquisto generico, per evitare una pubblicità indiretta ad FCA.

Stona però, e di molto, è, verso la fine della storiella, l’inquadramento della vettura di tre quarti anteriore con la targa “MI A………” grande e quadrata (cioè quella posteriore messa davanti).

Così si crea disinformazione, perché una persona nata dopo il periodo al quale si fà riferimento è propensa a credere che le targhe anteriori negli anni ’60 fossero fatte così.

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Per carità, non è una cosa grave, ma se vuoi creare un’atmosfera di nostalgia ripensando ad un momento indimenticabile e struggente del passato, devi cercare di farlo rivivere come era.Sarebbe come ricordare un viaggio fatto a Pisa ritraendo la torre diritta. Lo spettatore osserverebbe: “Guarda come era diritta la torre di Pisa nel 1966!”

S. Vaghetti

 

Il “Carburatore umano”

 BarneyOldfieldHenryFord

 

Il 12 gennaio 1904 sulle acque ghiaccite del Lago di St. Clair, vicino a Detroit nel Michigan, Henry Ford, guidando una Ford 999 (in figura), stabilì un importante record di velocità facendo registrare sul miglio lanciato una valore di 91,37 miglia orarie, ovvero 147,05 km/h battendo il record di 136 km/h di due mesi prima della francese Gobron Brillié.

La curiosità di questo record è che, durante il percorso, un assistente fungeva da “carburatore” soffiando in una manichetta attaccata al serbatoio!

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