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Informazioni sui requisiti per i certificati ASI

 
I requisiti per poter richiedere un certificato ASI sono il compimento del ventesimo anno dalla data di costruzione, mentre per ciò che attiene l’aspetto fiscale, cioè la possibilità di una tassa ridotta di circolazione e non di proprietà, da pagare solo in caso di utilizzo su strada, il veicolo deve aver compiuto trenta anni dalla data di costruzione.
 
In mancanza di documentazione certa ed esaustiva, usualmente si considera l’anno di prima immatricolazione. Se però si è in possesso di dati inequivocabili che provino che la data di costruzione è antecedente a quella di prima immatricolazione, si deve fare riferimento a questa data (anche per la possibilità di richiedere un certificato).
 
Per esempio, se un veicolo è stato certamente costruito nel 1984 (vanno fornite prove certe ed incontestabili), magari rimasto invenduto per tre anni ed immatricolato per la prima volta solo nel 1987, ai fini fiscali la data da prendere in considerazione come inizio per l’agevolazione fiscale non è il 2017 ma il 2014.
 

Tassa sui veicoli storici:
Illegittime le esenzioni regionali


Recentemente sono stati chiesti chiarimenti al MEF in ordine alle disposizioni, introdotte dalla legge di stabilità 2015, in materia di tasse automobilistiche che, come noto, hanno disposto, a decorrere dal 01.01.2015, l’abrogazione dell’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per i soli veicoli di oltre vent’anni considerati di particolare interesse storico e collezionistico.

In particolare, ai contribuenti premeva conoscere gli effetti che detta abrogazione avrebbe determinato posto che, alcune leggi regionali, in ossequio alle previgenti disposizioni statali, di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 63 della legge n. 342 del 2000, abrogati dalla legge di stabilità per il 2015, avevano già disposto:

  • L’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico;
  • L’assoggettamento di tali veicoli alla tassa di circolazione forfettaria.

Sul punto, il Min. Economia e Finanze (risoluzione ministeriale n. 4/DF del 1.4.2015) ha precisato che le disposizioni delle leggi regionali che prevedono ancora l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per le auto storiche sono incompatibili con la disciplina statale e devono, pertanto, ritenersi abrogate. A sostegno della propria posizione, il MEF cita, tra le altre, le sentenze della Corte Costituzionale n. 296/2003, 455/2005 e 451/2007 nelle quali viene affermato che la tassa automobilistica non può ritenersi “tributo proprio della regione”, ma deve essere annoverata tra i “tributi propri derivati”, istituiti cioè da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle Regioni.

In buona sostanza, quindi, per il Dipartimento delle Finanze non è possibile sostenere che le Regioni possano intervenire nella disciplina delle tasse automobilistiche reintroducendo un’esenzione che non è più prevista dalla legislazione.

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