Precisazioni riguardo al veicolo cosiddetto “originale” o “conservato”

 

Il conservato è sicuramente da preferire al restaurato, ma solo fino ad un certo punto.

Quel punto è variabile in funzione della rarità e dell’anzianità del veicolo e, comunque, non può essere scollegato da un grado di decoro minimo, da valutare di volta in volta.
Al di là di un certo grado di deterioramento, bisogna passare al restauro, anche se conservativo.

Altrimenti potremmo anche considerare di iscrivere un veicolo originale, sul quale non è mai stato fatto alcun tipo d’intervento, ma, proprio per questo, in pessime condizioni (relitto conservato) e pronto per la demolizione.

Quanto più un veicolo è “giovane” e diffuso, (prodotto in grande serie e con meno di trenta anni di età) l’analisi sarà attenta e il mezzo passibile di non accoglimento.

Il commissario tecnico AMAS
Sandro Vaghetti