Proposte per l’ASI – S. Vaghetti

Considerazioni su certificati ASI e revisioni mezzi pre 1960:

Proposte per l’ASI

Penso che sarebbe utile e auspicabile poter fare richiesta di Certificato d’identità (Targa Oro) e Certificato di Rilevanza Storica utilizzando un modello unico che comprenda entrambe le domande. Infatti, senza voler confondere il prestigio particolare del CDI con quello del CRS o dell’ADS, visto che i dati occorrenti sono simili e le foto spesso sovrapponibili, trovo incomprensibile dover riempire due moduli di domanda e stampare le foto due volte, considerando anche il tempo che ci vuole a fare tutte queste cose.

In realtà, infatti, anche se in teoria la compilazione della domanda dovrebbe essere onere del socio richiedente, posso assicurare che spesso ricade sulle spalle del commissario tecnico di Club, che non lo fa per lavoro, come spesso i tesserati pensano, ma quando toma dal suo lavoro.

Che senso può avere, nel caso di veicolo non in possesso di documenti ASI prima del 19 marzo 2010, conseguire il CDI ma non il CRS?

Facendo un paragone in termini scolastici, potremmo definire l’ADS la licenza media del veicolo, il CRS il diploma e il CDI la laurea.

Una volta conseguita la laurea dovrebbe essere dato per scontato il conseguimento della licenza media e del diploma; se, nella richiesta di CDI (nella sostanza la più difficile da compilare perché più analitica) non sono stati previsti alcuni campi nella sezione dati tecnici (come gli sbalzi, la lunghezza o la descrizione della fanaleria), basterebbe aggiungerli dall’altro modulo con un copia-incolla, cosicché, superata la prova del CDI, il CRS e l’ADS fossero rilasciati d’ufficio.

Altro argomento che andrebbe preso in considerazione è quello delle revisioni dei veicoli storici costruiti prima del 1960, che devono essere obbligatoriamente eseguite presso le sedi della Motorizzazione Civile.

Il problema è che la normativa che disciplina la procedura di prova per la verifica del funzionamento dell’impianto freni di servizio degli autoveicoli di interesse storico e collezionistico la cui data di costruzione è antecedente all’1.1.1960 dice che le prove di frenatura POSSONO essere effettuate mediante la valutazione del valore di decelerazione media ottenuto con il veicolo in ordine di marcia solo con il conducente (vedi pag. 306 Volume Veicoli Storici – autori vari con il coordinamento di Emanuele Biagetti). Dire che le prove POSSONO è diverso dal dire che le prove DEVONO essere fatte in tal modo. Quindi in motorizzazione continuano a fare le prove mettendo le vetture sui rulli. Bisognerebbe urgentemente effettuare questa semplice modifica nella normativa. Per esempio, invece, è chiaro che il freno di stazionamento (a mano) DEVE essere controllato con prova statica: infatti lo verificano con prova statica. Se la normativa stabilisse che il freno di stazionamento POTESSE e non DOVESSE essere verificato con prova statica, sono sicuro che effettuerebbero la prova sui rulli anche per il freno di stazionamento (come facevano prima).

Il fatto è che queste povere vecchiette, tutte le volte che sono sottoposte a revisione, vengono inutilmente strapazzate come se in un giorno percorressero 1000 km.

Il bello poi è che se un veicolo non è certificato ASI e quindi non è definito come di interesse storico, può fare la revisione presso le officine autorizzate anche se è ante 1960. Ma perché nessuno, vista oltretutto l’esigua percorrenza di questi mezzi, cerca di fare in modo che le officine autorizzate possano di nuovo occuparsi anche delle revisioni ante – 60 anche per i veicoli ASI?

Sandro Vaghetti